
Abdul Salam Guiebre
15 anni e 4 mesi per i baristi milanesi, padre e figlio già precedentemente condannati per altri reati, che il 14 settembre del 2008 hanno assassinato a sprangate il giovane Abdul Salam Guiebre, originario del Burkina Faso e, a tutti gli effetti, cittadino italiano.
La sentenza non soddisfa i familiari di Abba.
La sorella di Abba ha dichiarata: “Mio fratello e’ stato ucciso per
razzismo”, ha ribadito la giovane, aggiungendo che “tanti italiani
si sono sentiti offesi per questo omicidio e hanno ammesso che questo e’ stato un fatto razziale”. Alle domande dei cronisti che le chiedevano se avesse visto in aula i due imputati, la giovane ha risposto: “il loro sguardo era quello di persone fredde, che non si sono pentite. Questa è l’impressione che ho avuto”.
Anche il padre di Abdul si è detto amareggiato perché la corte non ha mai contestato ai due imputati l’aggravante del razzismo.
“Mio figlio e’ stato ucciso anche per motivi razziali. Io posso dire che solo quei due hanno problemi di razzismo, ma non posso condannare l’Italia e tutti
gli italiani”.
Commentando la sentenza che ha condannato i due imputati a 15 anni e quattro mesi di reclusione, il padre del giovane, italiano, originario del Burkina Faso, ha spiegato di non credere al pentimento dei due baristi.
Nessun giudizio “mi restituira’ la vita di mio figlio” ha aggiunto l’uomo, che ha precisato che si aspettava comunque una
pena più severa. La famiglia ha ottenuto un risarcimento di 175 mila euro. “Non penso al risarcimento, ma al mio dolore” ha chiarito il padre del giovane ucciso.
Una triste storia…