In tempi di crisi economica è necessario “reagire accrescendo la consapevolezza, nelle Istituzioni ed in tutta la società italiana, del carattere prioritario e della portata strategica dell’obiettivo del superamento dei divari tra Nord e Sud”.
Così il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, commentando oggi il rapporto sull’economia del Mezzogiorno 2009 della Svimez da cui emerge un paese ancora profondamente diviso in due, un caso unico in Europa.
I dati del rapporto del Svimez – Associazione per lo
sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno –, sottolineano che, solo nel 2008, oltre 122.000 persone hanno lasciato il Sud d’Italia verso il centro-nord per cercare migliori opportunità di lavoro; dal suddetto numero sono rientrate meno di 60.000 persone, mentre tra il 1997 e il 2008 sono 700 mila i meridionali emigrati.
Giorgio Napolitano, dirigendosi a Nino Novacco, presidente della Svimez, ha detto che “La crisi economica rafforza il convincimento che una prospettiva di stabile ripresa del processo di sviluppo debba essere fondata sul superamento degli squilibri territoriali, necessario per utilizzare pienamente tutte le potenzialità del nostro Paese“.
Inoltre, il presidente ha evidenziato la necessità di un “forte impegno di efficienza e di innovazione da parte delle istituzioni meridionali” e di una “strategia di politica economica nazionale mirata al superamento dei divari in termini di dotazione di infrastrutture, di investimento in capitale umano, di rendimento delle amministrazioni pubbliche e di qualità dei servizi pubblici”.
Secondo lo studio della Svimez, l’emigrazione di gran parte dei giovani del sud verso il centro ed il Italia è motivata dalla carente domanda di figure professionali di livello medio-alto, questo giustifica anche la vistosa crescita delle partenze di laureati “eccellenti”.
Gli emigrati delle regioni della Puglia, Sicilia e la Campania costituiscono l’87% delle partenze, rivela ancora il rapporto.
Napolitano nel suo messaggio ha ricordato che “Il lavoro della Svimez offre un contributo importante allo sviluppo di un confronto nazionale, aperto ed approfondito, su questi temi, confronto che la stessa Svimez ed altre istituzioni culturali meridionalistiche ritengono, fondatamente, indispensabile”.
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