L’approvvigionamento del gas per il continente europeo sembra aver cambiato rotta: dalla Russia all’Africa. E’ infatti in fase di progettazione la realizzazione di un gasdotto che esporterà 30 miliardi di m3 di gas metano fino al nord Europa a partire dal 2015.
Partirà dalla Nigeria un tubo da 56 pollici, lungo 4.300 km, che per 800 km attraverserà il Niger, per oltre 2.300 km l’Algeria fino alla costa del Mediterraneo per poi collegarsi al già consolidato gasdotto Galsi (che collega l’Africa all’Europa via Sardegna).
Il progetto è in piedi da trenta anni ma la mancanza di finanziamenti non aveva ancora permesso tale realizzazione. L’intervento della Comunità Europea sta rendendo concreto tale disegno con l’auspicio che le grandi organizzazioni internazionali come la Banca Mondiale e le grandi società petrolifere collaborino alla messa in atto di tale progetto che prevede un ammontare complessivo di 10 miliardi di dollari.
Il gigante russo dell’energia, GAZPROM, e la società di stato nigeriana, NNPC, si sono accordati per costruire il primo tratto del gasdotto.
Il gasdotto transahariano inciderà sull’economia mondiale: ne risentiranno probabilmente le forniture di gas dell’est Europa ma appare rivoluzionario il pensiero che sia la stessa Africa conquistata e finora “derubata” dagli Europei a fornire materie prime che permetteranno loro di scaldarsi.
Resta solo da augurarsi che il progetto del TSGP venga realizzato secondo le norme di interesse comune… Che non sia una nuova fase coloniale!
Eleonora Borgia

