La chiesa episcopale americana permetterà a chi si dichiara apertamente gay di diventare ministro di culto. La chiesa episcopale è la branca americana della Comunione Anglicana inglese.
L’ordinazione di ecclesiastici omosessuali ha spinto in passato alcune congregazioni conservatrici della Chiesa a staccarsi dalla chiesa Episcopale, mentre alcune chiese anglicane tradizionaliste hanno tagliato i ponti con i confratelli americani più liberal.
La risoluzione è stata approvata a larga maggioranza da entrambi gli organismi decisionali della chiesa, la Camera dei Vescovi e quella dei of Deputati, al Congresso Generale di Anaheim, in California, a sud di Los Angeles.
Nella risoluzione si afferma che “Dio ha chiamato e potrebbe chiamare anche loro (gay e lesbiche) ad ogni grado del sacerdozio nella Chiesa Episcopale”.
L’adozione della misura è solo l’ultimo capitolo di una vicenda che da anni minaccia di creare divisioni in seno alla Comunione Anglicana, i cui 80 milioni di membri appartengono a congregazioni che discendono dalla Chiesa d’Inghilterra.
L’unità della chiesa fu già minacciata nel 2003, quando per la prima volta nella storia anglicana venne ordinato vescovo nel New Hampshire un gay con partner, Gene Robinson. Venne decisa quindi una moratoria di tre anni sulle ordinazioni di ministri gay che oggi è stata annullata.
Molte confessioni cristiane hanno una posizione di aperta tolleranza dell’omosessualità, ad esempio i vetero-cattolici, che si separarono dalla Chiesa Cattolica nel 1871 rifiutando il dogma dell’infallibilità papale, e negli Stati Uniti ci sono anche alcune congregazioni cristiane nate in seno alla comunità omosessuale. Nel vangelo infatti, a differenza della Bibbia, non ci sono condanne dell’omosessualità. Anche nel mondo cattolico recentemente ci sono stati alcuni timidi segnali di apertura.