La polizia israeliana continua a dare la caccia al killer che a Tel Aviv ha fatto irruzione nella sede della “Associazione israeliana per i diritti del singolo” - luogo in di riuniscono omosessuali e lesbiche in gran parte adolescenti -, e che sparando all’impazzata con una mitraglietta ha ucciso due giovani e ferito altri diciotto. Secondo i testimoni, l’autore del crimine aveva il volto coperto e con il caffetano nero tipico degli ebrei ultraortodossi. Nel locale si stava tenendo la riunione settimanale di un gruppo di sostegno per adolescenti gay.
Secondo la polizia, nella sparatoria sono rimaste ferite 18 persone, ma ha sottolineato che non si tratta di un atto terroristico, ma di un gesto dettato dall’odio verso la comunità omosessuale. I soccorritori hanno riferito che le vittime sono Liz Tarabushi di 17 anni e Yaniv Katz di 26 anni, e che gran parte dei feriti sono minori. Il partito ultra-ortodosso Shas ha condannato l’episodio.
Yitzhak Aharonovitch, ministro della sicurezza interna, in una radio militare, ha affermato che l’attacco ha avuto uno sfondo omofobico, ed ha promesso che la polizia avrebbe fatto tutto il possibile per consegnare il killer alla giustizia. Sulla stessa linea s’è espresso Gideon Sa’ar, ministro dell’educazione, affermando che bisogna affermare in modo chiaro e con voce alta che Israel continuerà ad essere un paese libero in cui ogni potrà scegliere la strada per la propria vita.
Francis*PAC
