Atletica/Mondiali 2009: Usain Bolt è leggenda. L’Italia è da rifondare

Redz.Ecumene24 on ago 25th, 2009 Pubblicato nella Categoria Sport. Puoi seguire gli altri commenti tramite RSS 2.0. Lascia il tuo punto di vista!

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Usain Bolt - L'uomo più veloce del mondo

Berlino - Con 22 medaglie, di cui 10 ori 6 argenti e altrettanti bronzi, gli Stati Uniti hanno dominato i Mondiali di Atletica che si sono conclusi ieri a Berlino. Lo stacco definitivo dal resto della classifica per la Nazionale a stelle e strisce e’ arrivata all’ultima giornata: gli americani si sono infatti aggiudicati la finale del salto in lungo femminile grazie a Brittney Reese, quella della staffetta 4×400 donne e poi anche quella maschile.

Se gli Usa sono i vincitori formali della rassegna iridata, i veri protagonisti e, dunque, i vincitori ”morali” dei Mondiali berlinesi sono stati i giamaicani. Trascinata da Usain Bolt, che in poco meno di quattro giorni ha migliorato di 11 millesimi i record del mondo nei 100 e nei 200, ”rischiando” anche di far segnare il nuovo primato nella staffetta 4×100 maschile, la Nazionale giamaicana ha infiammato il pubblico dell’Olympiastadion con i suoi colori, i suoi balli e, soprattutto, con i suoi atleti, capaci di prestazioni ”marziane”.

Altro protagonista della rassegna iridata è stato l’etiope Kenenisa Bekele, che ha dopo aver trionfato nella 10000 ha bissato il successo nella 5000.

Protagonista, suo malgrado, anche la sudafricana Caster Semenya: i dubbi sulla sua sessualità hanno monopolizzato l’attenzione di tutto il mondo. Dubbi che per il parlamento sudafricano hanno però rappresentato una violazione dei diritti umani, tanto da chiedere all’Onu di aprire un’inchiesta contro la Iaaf, la Federazione internazionale di atletica leggera.

Chi non ha fatto davvero una bella figura e’ stata l’Italia, tornata a casa con “zero tituli”, per dirla alla Jose’ Mourinho. E’ la prima volta nella storia che una spedizione azzurra non sia riuscita a vincere nemmeno una medaglia. Non c’è l’ha fatta Elisa Cusma, ‘’schiacciata” nella 800 dalla Semenya, non c’è riuscita nel salto in alto la Di Martino, che ha dovuto cedere il passo alla croata Blaka Vlasic. Ha deluso Giuseppe Gibilisco, solo settimo nell’asta.

Ma la sconfitta più clamorosa è forse quella di Alex Schwazer nella 50 km: l’altoatesino, oro alle Olimpiadi di Pechino, si è fermato a metà gara complice un mal di stomaco. Secondo il presidente della Federazione italiana di atletica leggera (Fidal), Franco Arese, ”da questo zero nel medagliere dovremo uscire con una profonda riflessione per capire bene che strada percorrere per migliorare”. Arese pensa già agli Europei di Barcellona, in programma il prossimo anno: ‘’sono convinto che ci siano le possibilità di fare bene: ma nella situazione in cui si trova il nostro paese non possiamo aspettarci la Luna, visto che il nostro sport nella scuola non esiste”. ”Ci aspettavamo qualcosa di più, ma a volte anche ad un campione capita di inciampare - dice il ct Francesco Uguagliati -. Che voto assegno a questa Italia dei Mondiali di Berlino? Fra il 5 e il 5 e mezzo”. Asca/Ecumene24

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