Mantova - “L’inglese sta forse arretrando, in Sud Africa. Non perché non sia al momento la lingua letteraria dominante, ma perché si stanno facendo strada forme di teatro che mischiano le nove lingue più importanti del Paese. E’ un processo spontaneo, molto interessante”. Così la scrittrice sudafricana Nadine Gordimer, c per la letteratura 1991, ieri inaugurando il Festival Festivaletteratura di Mantova con il distacco di chi non vuole difendere nulla, annunciando però l’era delle nuove lingue. Il suo intervento è linea con uno dei temi guida di questa edizione del Festivaletteratura, aperto fino a domenica, in cui si trovano molti esempi di scrittori, purtroppo poco noti al pubblico italiano, che “migrano” da un linguaggio all’altro.
Nella serata di ieri, fra le star, spiccava Luis Sepulveda, scrittore e regista cileno naturalizzato francese, col suo nuovo romanzo nonché alcune riflessioni sullo stato della democrazia italiana. Parlando dell’Italia Sepulveda ha chiosato i cittadini affermando che “In Italia le persone hanno smesso di essere cittadini per essere telespettatori. Il primo passo per costruire un piano per il futuro è il recupero del coraggio civile di dire no”. Riflessioni ad aria aperta, propria del Festival, dove Sepulveda finendo la sua riflessioni aggiunse che “La vera democrazia consiste nel creare sistematicamente meccanismi di controllo del potere. Adesso che è crollato il sistema capitalista deve arrivare qualcosa di nuovo e non possiamo aspettare seduti nell’apatia”.
Oggi ci saranno altri “migranti”: come Muriel Barbery, l’autrice dell’Eleganza del riccio, parigina che vive in Giappone, o Atiq Rahimi, afgano a Parigi che, in francese, ha vinto il premio Goncourt.
Ricordiamo che il Festival della letteratura di Mantova esiste dal 1997 e dalla sua nascita si contano quasi 200 eventi tra incontri con autori, reading, spettacoli, concerti, laboratori per adulti e bambini. Per maggiori informazioni: www.festivaletteratura.it


