Roma – Stamani, alla Basilica di San Paolo Fuori le Mura, in presenza delle più alte cariche dello Stato, si sono tenuti i funerali solenni dei sei paracadudisti italiani vittime dell’attento a Kabul giovedì scorso.
Prima dell’inizio della cerimonia, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano e il Premier Silvio Berlusconi hanno salutato e confortato i familiari delle vittime e i quattro militari feriti nello stesso attentato. La cerimonia, presieduta dall’Ordinario Militare per l’Italia, Mons. Vincenzo Pelvi, è stata commovente dall’inizio fino alla fine. Uno dei momenti più commoventi è stato quando l’ex paracadutista Gianfranco Paglia, deputato del Pdl, costretto su una sedia a rotelle dopo essere rimasto ferito in Somalia, ha letto la preghiera del paracadudista. Accanto a lui il figlio di Antonio Fortunato, Martin, sette anni, con in testa il basco amaranto della Folgore, che aveva commosso tutti prima che comminciassero le esequie alzandosi dalla sua sedia e andando ad accarezzare la foto del suo papà deposta sulla sbara. La commovente cerimonia è stata turbata solo nel momento dello scambio della pace, quando un uomo ha preso un microfono ed è andato sull’altare gridando più volte “pace subito” prima di essere allontanato dalle forze dell’ordine.
Intanto fuori dalla Basilica romana centinaia di cittadini malgrado la pioggia aspettavano la fine della funzione per dare l’ultimo addio ai valorosi soldati caduti a Kabul.
Nelle scuole si osservavano un minuto di silenzio; tuttavia nella scuola statale materna ed elementare “Iqbal Masih” di Roma non si è osservato il minuto di silenzio, il dirigente scolastico, Simonetta Salacone, ha dichiarato di aver ricevuto la circolare del Ministro Gelmini alle 11 e 30. Inoltre, aggiunge “Se proprio va osservato un minuto di silenzio dev’essere dedicato a tutte le vittime che muoino sul posto di lavoro e del resto anche i soldati stavano facendo i loro lavoro”. “Una vera missione di pace va fatta con dottori e insegnati, non con i militari”.
Nei prossimi giorni si terrà l’Assemblea delle Nazioni Unite a New York, i problemi del Medio Oriente nonché la questione della pace saranno inmancabilmente al centro dei dibattiti. I leader del mondo dovranno trovare una nuova strategia per le missioni di pace affinché esse diventino delle vere occasioni di crescita reciproca per i popoli.
Ricardo Augustin
