Il magistrato del verdetto civile Cir-Fininvest che ha condannato l’azienda del premier a pagare 750 milioni di euro di risarcimento per la vicenda del Lodo Mondadori è stato oggetto di un curioso servizio su Canale 5. Il giudice Mesiano è stato seguito dalle telecamere in strada, a sua insaputa, e il servizio alludeva a una sua presunta stravaganza, senza darne valide motivazioni. Il comportamento della rete Fininvest è stato duramente criticato dall’Associazione Nazionale Magistrati, dalla FNSI, il sindacato dei giornalisti e da molti esponenti dell’opposizione, che vi hanno visto una forma di intimidazione contro il giudice che ha emesso una sentenza sgradita all’azienda del premier.Per la maggioranza invece la recente promozione del giudice, decisa dal Consiglio Superiore della Magistratura per scatto di anzianità, sarebbe la ricompensa per aver emanato una sentenza politica.
E’ solo l’ultimo episodio del costante scontro fra Berlusconi e la magistratura. Una sentenza penale nel 2007 aveva stabilito che la Mondadori fu assegnata all’azienda dell’attuale premier grazie ad una sentenza viziata da corruzione: i tre avvocati che agivano per conto della Fininvest, tra cui Cesare Previti, avevano dato al giudice incaricato di emettere la sentenza, Vittorio Metta, circa 400 milioni di lire. Dopo la sentenza il giudice Metta aveva lasciato la magistratura ed era andato a lavorare nello studio di Previti.
In seguito alla condanna per corruzione in sede penale la Cir di De Benedetti aveva deciso di intentare una causa civile, che ha vinto. Secondo le due sentenze, sia quella civile che quella penale, “la retribuzione del giudice corrotto è fatta nell’interesse e su incarico del corruttore”, cioè di Silvio Berlusconi.
Nel processo penale che ha condannato il giudice Metta, Previti e gli altri due avvocati della Fininvest il premier era stato prescritto avendo ottenuto le attenuanti generiche, in quanto incensurato.