“In seguito alla propagazione del nuovo virus influenzale A/H1N1, l’11 Giugno 2009, l’OMS ha dichiarato il passaggio alla fase 6 ed ha organizzato con diversi collaboratori una risposta globale a questo evento.” Questo è quanto si legge nelle prime righe del volume 48 del Weekly Epidemiological Record (WER). Su questa rivista ed, in particolare in questo numero, vengono riportati i progressi e gli aggiornamenti riguardo alla salute mondiale. Quanto emerge da tale articolo è che la suddetta influenza è si estremamente diffusa, ma anche che ha una pericolosità alquanto ridotta.
Dai dati analizzati, dalla comparsa del virus ad oggi, risulta che negli individui più anziani è presente una maggiore risposta immunitaria al virus. Man mano che si scende lungo le fasce di età, l’organismo mostra una minore tendenza a sviluppare anticorpi contro l’influenza H1N1. Tutto ciò è probabilmente dovuto ad una somiglianza di questo virus con ceppi precedenti, databili a periodi in cui i giovani di oggi non erano ancora nati, mentre erano presenti molti degli attuali anziani. Tali persone sono quindi già entrate in contatto, in passato, con un ceppo analogo e questo gli ha permesso di sviluppare le giuste difese immunitarie.
Non resta quindi che prendersi serenamente l’influenza, ricordandosi che il tasso di mortalità della famigerata A/H1N1 è estremamente inferiore a quello di una comunissima influenza stagionale.
Annabella Coluzza