E’ paradossale al giorno d’oggi, epoca dell’educazione interculturale nelle scuole, epoca di cucina etnica, epoca di dialogo inter-religioso, sentir parlare di salvaguardia di una specie rispetto ad altre.
E’ il caso del fenomeno Ku Klux Klan, un movimento nato nel 1865 negli Stati Uniti d’America, diffusosi in diversi stati e nel 2009 comincia a far proseliti anche in Italia nell’organizzazione del “reame d’Italia”.
Si tratta di un movimento che separa la stirpe bianca dal resto del mondo. La filosofia che lo ispira è decisamente razzista: i punti saldi sui quali regge sono lotta e contrasto a “neri, immigrati, omosessuali” ma anche “ebrei”, per dar vita ad uno Stato “bianco e cristiano”.
Alla base dell’organizzazione è il movimento degli “United northern and southern knights of the KKK” (l’acronimo è Unsk), la più importante ramificazione americana del Ku Klux Klan, con il suo quartier generale a Fraser, nel Michigan.
Gli aderenti al movimento del clan in Italia, lanciato qualche giorno fa sul web, recita le seguenti parole: “Se siete uomini o donne patrioti bianchi e ritenete di volervi impegnare per la vostra stirpe e per le generazioni future, se ne avete abbastanza di vedere la nostra discendenza, i nostri diritti e il nostro futuro calpestati e gettati via, se volete mettere fine a questo scempio, saremo felici di avervi con noi e di ascoltarvi. Aderisci alla lotta e salva i tuoi diritti quale cittadino bianco e cristiano. Riprendiamoci quello che ci è stato tolto e diamo ai nostri figli il futuro che meritano”.
E ancora: “l’uomo bianco non è mai libero di esercitare il proprio potere nelle proprie terre e nazioni”.
Viene allora spontaneo chiedersi: quanto cristiani si definiscono soggetti che si isolano da altri cristiani solo per il colore diverso della pelle? E quale scempio più grande di quello che crea società separate l’una nell’altra anziché volgere al bene comune? E’ facile lamentarsi dei nostri politici fin quando anche nostro figlio non si comporta come loro, è facile puntare il dito contro chi facciamo sentire diverso quando fino a ieri anche io ero tra i diversi. In questo modo si sta tornando indietro, al tempo del ghetto e si sta viaggiando verso il tempo dell’essere perfetto superiore a tutti: attento: non sei Dio!
Agli ebrei è tassativamente vietata l’iscrizione al movimento Ku Klux Klan, perché ai Klansmen (così vengono chiamati gli iscritti), interessano “solo i cristiani bianchi”. “Siamo fedeli ai principi del Ku Klux Klan, fondato nel 1865″, dicono nella sezione italiana del loro blog, e parlano di una “sacra missione”. Una missione che si può riassumere in questi termini: “La lotta per la nostra stirpe è esigente e la vittoria può essere raggiunta soltanto con dedizione e lealtà. Il nostro obiettivo è semplice ma forte, conservare il cristiano bianco, i suoi ideali e le sue tradizioni. Siamo qui per guidare i nostri fratelli e le nostre sorelle bianche e ristabilire l’ordine in questa società collassata”.
Ma questa società già incrinata da gravi problemi a livello internazionale, come può essere risanata se continuano a sorgere divisioni, scismi, separazioni di classe?
Il sito sul quale è stato pubblicato l’appello dello Ku Klux Klan è stato denunciato dall’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali (Unar) del ministero delle Pari opportunità alla procura di Roma.
Noi comuni esseri umani, noi comuni cittadini del mondo, noi comuni cristiani, musulmani, buddisti, animisti rifiutiamo tali proposte, le denunciamo, le condanniamo… e poi magari, questi “bianchi puri cristiani” sono gli stessi che hanno lottato contro l’apartheid in Sudafrica o che si sono emozionati nel veder crollare il muro di Berlino.

che teste di cazzo questi qui…
Fortunatamente dagli errori del passato c’è almeno l’opportunità di capire cosa sia bene e cosa sia male. Confidiamo nel futuro.