Attualmente, la maggior limitazione nella produzione di pannelli fotovoltaici è legata al fatto che i metodi di costruzione si attuano in 2D, invece che in 3D. Una possibile soluzione a questo problema è stata presentata in uno studio pubblicato su PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences). Degli scienziati hanno preso in esame delle tecniche di sviluppo di strati sottili in 3D, basandosi su meccanismi di autoassemblamento ed autoripiegamento delle strutture. Questo ha permesso di produrre degli apparati più sottili ed efficienti. Tali strutture offrono quindi una prospettiva di innovazione nel campo dell’immagazinamento dell’energia solare, dando vita a microapparati con celle sottili.
Annabella Coluzza